Il design è sempre questione di relazioni e di funzioni, prima che di artefatti: le relazioni che l’uomo intesse con l’ambiente, le funzioni che gli oggetti gli permettono di svolgere. L’abitare è una summa di queste relazioni. Con queste parole del direttore editoriale Carlo Branzaglia si apre il numero 37 di ARTLAB, dedicato al tema dell’abitare.
Un tema complesso, anche nel suo rapporto con il mondo del graphic design e della comunicazione visiva, al quale si rivolge ARTLAB, sempre alla caccia però di visioni inedite e peculiari. Così, l’articolo di Elisa Poli racconta i diversi modi attraverso i quali il graphic design racconta i progetti architettonici e urbanistici, in un florilegio di soluzioni che va ben oltre i classici schemi pianta/mappa/alzato, a favore di una maggiore ricchezza esplicativa e intepretativa. Mentre le pagine dedicate al giovane studio Koehorst in ‘t Veld (una sede a Rotterdam, l’altra a Berlino) permettono di affrontare i molteplici aspetti della comunicazione (dalla rivista, al volume, alla mostra) per la divulgazione dell’architettura e delle modalità del viverla.
E poi c’è l’abitare raccontato da Maria Gallo attraverso la produzione di mobili in cartone, quasi una metafora della opportunità di rilettura che il progetto sa ancora dare a materiali e lavorazioni. Mentre, il testo di Maurizio Corrado indaga sulla relazione fra l’abitare e il verde (urbano): una rassegna che va dal verde verticale al terzo paesaggio alla ricerca di soluzioni che ridisegnino il rapporto con una natura sempre più ‘artificializzata e urbanizzata’.
Da questo numero, ARTLAB si arricchisce di una nuova rubrica: People, che entra nella vita di studi di progettazione emergenti su scala internazionale attraverso immagini fotografiche e brevi domande sulla attività professionale,e non solo. Per l’esordio, si è scelto lo studio madrileno Sanchez La Casta, con i suoi progetti editoriali e di corporate di rarefatta, e ‘classica’, precisione.



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