Comnecting si aggiorna

Comnecting, il network professionale per gli operatori della filiera della comunicazione, rende visibile online la parte pubblica delle pagine personali.
Finora le pagine degli utenti erano visibili solo agli iscritti, ma restavano invisibili a tutti gli altri, motori di ricerca compresi.
Nei prossimi giorni le pagine personali saranno visibili anche a chi non è iscritto al network: restano nascosti i contatti e il profilo personale, mentre diventeranno pubblici la galleria delle immagini, le notizie, il blog e la biografia di ogni iscritto, con la relativa immagine/avatar.

Due sono i vantaggi per gli utenti: aumentare la propria visibilità online, conservando allo stesso tempo la massima riservatezza. E sarà quindi importante inserire contenuti nella pagina personale (gallerie di immagini con descrizioni di testo, notizie, biografia…) perché il visitatore non si trovi davanti a una pagina vuota (un brutto biglietto da visita); ma soprattutto per facilitare l’aggancio della pagina nelle ricerche con Google, Bing, Yahoo, ecc.

Comnecting offre molto più della possibilità di tenersi in contatto con gli amici e scambiare messaggi: è un ambiente professionale che rende visibili sul mercato della comunicazione, dove organizzare il lavoro con i gruppi privati e operare sul mercato virtuale della comunicazione con la massima riservatezza.
Inoltre con le stesse email e password si possono scaricare i pdf degli impaginati dall’archivio Design DataBase Online (www.ddbo.it) e dal sito della rivista ARTLAB (www.artlab.it).

Metropoli in bici

La segnaletica è un ambito dell’informational design dove c’è ancora grande spazio di manovra per un rinnovamento di codici, immagini, applicazioni.
Lo dimostra il progetto dello studente coreano Jun Kwon presentato all’ISTD International Typographic Awards 2011 dello scorso ottobre. Il progetto si chiama Cycling Cities ed è un articolato e piacevole sistema di segnaletica e informazione per i ciclisti delle metropoli, segnatamente Londra.
Guarda il progetto di Jun Kwon 

Il nuovo ARTLAB 38: proteggere

“È esperienza comune, prima di tutto in natura, che ciò che ha valore debba essere protetto. Semi, embrioni, uova… tutto ciò che produce vita è adeguatamente imballato per essere preservato da incidenti di percorso”. Questa annotazione di Carlo Branzaglia apre il numero di ARTLAB che si concentra sul tema della protezione come strumento per attribuire valore ai contenuti, quindi anche come mezzo di presentazione e persino di ostentazione.
Gli articoli pubblicati lo dimostrano: i prodotti elettronici, per natura delicati, hanno più bisogno di protezione, ma anche grazie al packaging, esplicitino i mondi di appartenenza delle loro marche. Remo Micacci spiega che, se a essere venduti sono i servizi, il contenitore assume anche la funzione di materializzare funzioni e benefici che sono immateriali. Mentre Francesco Spampinato annota come una livrea nata per nascondersi, il camouflage militare, sia oggi oggetto delle mire più fashion. L’articolo dedicato allo studio catalano LoSiento suggella infine questo matrimonio fra protezione e valorizzazione, oggetto della parte monografica del numero.
Ospite della rubrica ‘People’ di questo numero è lo studio coreano Workroom, autore di progetti dai toni molto variegati, capaci di far dialogare sulla stessa superficie codici linguistici e culture dello spazio diversi. A seguire, una seconda intrusione nel graphic design virtuale con Letizia Bollini alle prese con realtà e prospettive dell’ePublishing. Dopo i consueti Input+ e Recensioni, nel repertorio finale, Manuela Marchesan ci presenta un artefatto inedito ormai scomparso, ma protagonista nella promozione cinematografica dagli anni Venti ai Quaranta: la fotobusta.